Acqua Minerale S. Lucia

Reg. Santa Lucia sn - Bonorva (SS)

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Chi siamo

Giulio Negretti ingegnere comasco di grande intuito, riconobbe nelle polle d’acqua sorgiva della Fontana Sansa di Bonorva, la bontà del sapore e le particolari caratteristiche dovute alla quantità di carbonato ferroso e alla modica quantità di sali disciolti. 1985 la conferma con le analisi del chimico Prof. Sestini dell’Università di Pisa cui seguirono il primo imbottigliamento a mano del 1911 e alcune onorificenza a Tripoli, Torino, Parigi. 1922 nascono le etichette, arriva la prima autorizzazione ministeriale nel 1927 e prende il via la commercializzazione.

Più di cento anni e l’azienda continua seguire con le diverse generazioni la stessa mission: valorizzare S. Lucia acqua pura di natura per la nascita in una zona attorniata da vulcani spenti e con un sapore caratteristico dovuto alla prevalenza di alcuni minerali, bicarbonato, calcio, fluoro, ferro e manganese, che ben si sposano con l’effervescenza naturale posseduta sin dalla falda. Imbottigliare milioni di litri nel rispetto della natura e delle regole igieniche e normative.

La storia
A Bonorva la Fontana Sansa si presentava come un grande recinto di pietre, costruito in prossimità della fonte di acque minerali, - oggi conosciuta con il nome di “Santa Lucia”- esplorata dal Taramelli nel 1919” e citata nel suo libro “Fortezze, Recinti e Fonti sacre”.“Ai piedi di una piccola costiera di rocce trachitiche brune, rivestite di querce e presso alle rovine del Nuraghe Oltovolo, in località romita e solitaria, al limite orientale del piano acquitrinoso di Santa Lucia, ed alquanto sollevato al di sopra del livello di esso, si stende un breve tratto declive di terreno in postura quanto mai pittoresca, fra rupi e piano, con l’ampia chiostra boschiva dei monti del Marghine che si aderge di fronte e gli aspri profili di Monte Rasu e dei Monti del Goceano e della Barbagia, che serrano ad oriente il vasto orizzonte. In questo tratto di terreno sgorgano dal suolo numerose polle di acque minerali, ricche di sali e sature di acido carbonico, che appunto determina l’effervescenza abbastanza viva delle varie polle, sparse in un tratto discretamente vasto di Fontana Sansa, nome datole dal popolo. Il quale attribuisce a queste fontane virtù grandissime per le affezioni renali ed epatiche ed in genere per i postumi malarici”.