LUXIA RABIOSA

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LUXIA RABIOSA
La donna pietrificata

Chi era
Era una donna tanto ricca quanto avara, che possedeva terre e campi di grano di cui era estremamente gelosa. Per questa sua avarizia fu punita da Dio, che trasformò in pietra lei ed anche gli oggetti che la riguardavano. Ancora oggi, infatti, è possibile vedere nell'isola strane rocce dalle forme più bizzarre; si tratta dei cavalli, dei pani, degli attrezzi di lavoro di Luxìa.

Cosa rappresenta
E' evidente il legame con Demetra, la dea greca del grano e dei raccolti. Disperata per la perdita della figlia Persefone, rapita da Ade, il dio dell'oltretomba, secondo alcuni autori si rifugiò in una grotta buia, e, pietrificata dal dolore, si rifiutò di risalire sull'Olimpo: a causa della sua assenza, la terra non produsse più frutti, le messi non maturarono, gli alberi inaridirono. La dea divenne una delle Erinni, spiriti della vendetta, finché, purificata nel fiume Ladone, assunse il nome di Lusìa. Zeus, commosso dal suo dolore, ordinò di restituirle la figlia; ma Ade, prima di liberare Persefone, le fece mangiare i chicchi di una melagrana, costringendola a tornare da lui per quattro mesi l'anno.

Pertanto, durante il periodo in cui la figlia stava con lei, Demetra era felice e faceva fiorire e fruttare la terra; gli altri quattro mesi erano d'inverno.

Curiosità
Nel territorio di Siris si trova una pietra che viene chiamata su procu de Luxìa Arrabiosa (il porco di Luxia Arrabiosa).
A Pompu vi sono delle pietre dette su pèi de su bòi, sa tùrra e sa cullèra, (il piede del bue, il mestolo, il cucchiaio): gli oggetti di Luxìa Arrabiosa.