Aggius (SS)

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Localizzazione

Stato: Italia
Regione: SARDEGNA
Provincia: Sassari

Territorio

Nome in dialetto: Ázos
Altitudine: 514.00 m s.l.m.
Superficie: 86.31 km2
Abitanti: 1436

Altre informazioni

Nome Abitanti: Aggesi (aggjesi)
Patrono: Santa Vittoria il 16/05
Prefisso: 079

Contatti

Email Comune: info@comuneaggius.it
Telefono Comune: 079621060

Descrizione

Aggius è un tipico borgo dell’alta Gallura, subregione che si estende nella parte nord-orientale della Sardegna; situato a 514 metri sul livello del mare, dista 6 Km da Tempio Pausania e 70 da Sassari. Il suo abitato si sviluppa ai piedi della seghettata cresta granitica detta “Monti di Aggius”, che comprende varie formazioni rocciose: “Monti di Mezu” (mt.782), “Monti Sotza” (mt. 778), “Monti Polcu” (mt. 675), “Monti di la Cruzi” (mt. 667), “Monti Pinna” (mt. 680) e “Monti Fraili” (mt. 645).

Aggius vanta una meravigliosa vista a sud-est dominata dal poderoso Massiccio del Limbara, la cui cima più alta, Punta Balistreri s’innalza fino alla quota di 1.359 mt s.l.m. Dagli alti rilievi il panorama che si può ammirare è uno dei più belli e suggestivi dell’intera isola, esso spazia dall’Asinara sino all’arcipelago della Maddalena e alla Costa Smeralda, in giornate limpide si possono ammirare le ventilate Bocche di Bonifacio e la vicina Corsica con le riconoscibili falesie di Capo Pertusato, mentre nel periodo invernale e primaverile si ergono nitide le alte cime innevate.

Il caratteristico panorama è certamente uno dei più belli della Sardegna: il borgo appare immerso tra rocce granitiche dalle forme strane e bizzarre, muretti a secco, boschi secolari di lecci, di sughere, macchia mediterranea, pascoli e vigneti, ai quali il mutare delle stagioni conferisce aspetti e colorazioni variegate e pittoriche. Sia che faccia parte del sistema di aspre creste del cosiddetto “Resegone”, sia che si presenti in cumuli sparsi dalle forme originali nella così detta “Valle della Luna”, il granito caratterizza in modo inconfondibile il paesaggio di questo meraviglioso borgo sardo. Sono divenute celebri nel corso dei secoli le forme contorte di queste particolari pietre, nelle quali l’uomo, fin dai tempi antichi, ha voluto riconoscere volti, sagome di animali e di divinità, scegliendo di viverci accanto, prima nei ripari sotto roccia, poi nei nuraghi e infine negli stazzi, gli insediamenti tipici della Gallura pastorale.


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